
La gengivite è un
disturbo infiammatorio delle gengive. La causa principale è la
placca batterica: i batteri (per lo più gram
-) e i prodotti di scarto del loro metabolismo si accumulano lungo il margine gengivale provocando l’infiammazione del tessuto gengivale.
Pur essendo un disturbo molto comune, colpisce infatti circa l’80% della popolazione mondiale, nella maggior parte dei casi viene trascurato dall’individuo che non lo percepisce come una vera e propria patologia. I sintomi caratteristici della gengivite sono sanguinamento, gonfiore e arrossamento delle gengive.
La
forma più efficace di profilassi per la gengivite consiste in
un’accurata rimozione quotidiana della placca. La gengivite è una patologia reversibile, non solo allo stadio iniziale ma anche a stadi cronici avanzati.
La rimozione della placca, causa principale dell’infiammazione, si ottiene attraverso la pulizia professionale e una accurata rimozione meccanica domiciliare (pulizia dei denti con lo spazzolino due/tre volte al giorno, dopo i pasti principali, uso delle tecniche di spazzolamento appropriate, filo interdentale e/o spazzolini interdentali).
Tuttavia la rimozione meccanica della placca con il solo uso dello spazzolino è insufficiente. E’ quindi
consigliabile l’uso aggiuntivo di principi attivi che aiutino a rimuovere chimicamente la placca, inattivando la placca preesistente e i suoi residui e inibendone la formazione. Il controllo chimico della placca prevede l’impiego di dentifrici e/o collutori contenenti ingredienti con azione antibatterica che integrino l’igiene orale meccanica.
La possibile evoluzione della gengivite: la parodontite
Nel 10–15% dei casi, la gengivite può evolvere in parodontite. In questo caso l’infiammazione interessa anche l’apparato di sostegno del dente. Se non viene curata dal dentista, la
parodontite può quindi portare alla perdita del dente.
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